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Sono 359mila i lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di marzo, 41mila in più (+13,0%) rispetto a febbraio e 67mila in più (22,9%) rispetto a un anno fa. Tiene quindi la domanda di lavoro, sebbene in un quadro di crescente incertezza per le conseguenze della guerra in Ucraina e la preoccupante crescita dei costi energetici e delle materie prime, fattori che stanno mettendo a forte rischio la ripresa economica. Nelle previsioni delle imprese cresce ancora la difficoltà di reperimento che si attesta al 41,1% delle entrate programmate, in aumento di quasi 9 punti percentuali rispetto a marzo 2021 quando erano difficili da reperire il 32,2% dei profili ricercati.

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Online la pubblicazione  “Analisi della domanda di competenze digitali nel 2021” che rappresenta una panoramica sulle dinamiche della trasformazione digitale del comparto produttivo (industria e servizi) italiano e della richiesta di professionalità con competenze digitali.

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Sono 318mila le entrate programmate dalle imprese nel mese di febbraio, in diminuzione di circa 140mila unità rispetto ad inizio d’anno, ma in marcato aumento rispetto a febbraio 2021 (+102mila unità; +47,0%) grazie alla riapertura di tutte le attività economiche. Le maggiori incertezze si riflettono su tutti i comparti del manifatturiero con una flessione pari a -29,5% su base mensile, pur conservando una tendenza positiva rispetto a un anno fa (+27,4%). Negativa anche la congiuntura per le costruzioni (-20,7%) comunqu in crescita (+16,7%) rispetto a febbraio 2021. Più accentuata la diminuzione dei contratti programmati dai servizi (-32,5% su base mensile e +33,8% su base annuale) e in particolare dal commercio (-43,7% su gennaio ma +37,6% rispetto allo scorso anno). Anche nel mese di febbraio il mismatch segnalato dalle imprese si conferma in crescita, attestandosi al 40% delle entrate programmate.

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A fine 2021 le imprese con lavoratori dipendenti operanti nell’industria e nei servizi che hanno pianificato assunzioni hanno raggiunto la quota del 60%, superando di 1,9 punti percentuali la quota del 2019. Il relativo flusso di assunzioni previsto si è attestato a circa 4,6 milioni di unità raggiungendo sostanzialmente i livelli pre-pandemia (+0,5% rispetto al 2019). Crescono in tutti i settori e sono sempre di più difficile reperimento le ricerche di personale specializzato: operai specializzati (+13,1% rispetto al 2019, +8,8 p.p. quello della difficoltà di reperimento) e laureati (+7,5% e +2,7 p.p.). Diminuiscono però le richieste per le professioni impiegatizie (-11,4%) e la domanda di diplomati e qualificati (-12,9%), anche se le difficoltà di reperimento sono in aumento per quasi tutti i profili professionali. Driver principali delle trasformazioni in atto sono le competenze digitali (il 71% delle imprese hanno investito in trasformazione digitale nel 2021) e la transizione verso un’economia più sostenibile (il 53% investono in competenze green.

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A gennaio le imprese programmano poco meno di 458mila contratti e saliranno a circa 1,2 milioni nel primo trimestre 2022. Crescono, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le entrate previste (+112mila su gennaio 2021 e +265mila in confronto al trimestre gennaio-marzo 2021). Positivo anche il confronto rispetto a dicembre 2021, con 104mila contratti in più (+29,4%), per tutti i settori economici tranne che per il turismo dove pesano le crescenti incertezze legate all’andamento dell’epidemia nelle ultime settimane. Anche a gennaio si presenta in crescita l’indicatore della difficoltà di reperimento: rispetto ad un anno fa aumenta di 5 punti percentuali raggiungendo il 38,6% delle entrate programmate. A gennaio sono 73mila i contratti proposti a lavoratori immigrati, pari al 16% del totale entrate programmate, in crescita rispetto allo scorso anno (+27mila).

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Sono 354mila i lavoratori ricercati dalle imprese per il mese di dicembre, circa 52mila in più (+17,5%) rispetto allo stesso periodo del 2019; nel trimestre dicembre 2021 – febbraio 2022 le imprese hanno in programma di assumere 1,4 milioni di lavoratori (+28,0% rispetto all’analogo trimestre 2019). Sotto il profilo congiunturale, tuttavia, le assunzioni programmate dalle imprese per dicembre sono inferiori di 111mila unità rispetto a novembre (-23,9%), anche per il clima di incertezza derivante dagli sviluppi a livello internazionale della pandemia e delle tensioni sui prezzi dell’energia e delle materie prime. Anche in questo ultimo scorcio del 2021 la domanda di lavoro è trainata prevalentemente dai contratti a tempo determinato, 190mila unità, pari al 53,6% del totale entrate programmate. Anche a dicembre sono difficili da reperire il 37,5% dei profili ricercati per un totale di 133mila posizioni scoperte.

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