Le imprese programmano circa 568mila ingressi nel mese di luglio e circa 1,5 milioni nel trimestre luglio-settembre, registrando una lieve flessione rispetto a luglio 2025 (-1,1%) e per il trimestre (-2,6%).
A livello settoriale, la flessione interessa quasi tutti i comparti, con l’eccezione dell’agricoltura (+8,9 nel mese), dei servizi di alloggio, ristorazione e turistici (+1,6%), delle industrie alimentari (+1,2%) e dei servizi operativi (+0,8%).
Nel mese di luglio la difficoltà di reperimento riguarda il 42%, in miglioramento rispetto a luglio 2025 (45,4%) ed è riconducibile principalmente alla mancanza di candidati (26,3%) e ad una preparazione non adeguata rispetto alle competenze richieste dalle imprese (12,3%). La domanda di lavoro incontra maggiori ostacoli nel reperimento di profili idonei, confermando un disallineamento strutturale tra sistema produttivo e offerta di lavoro principalmente nei comparti della metallurgia e costruzione (entrambi al 62,6%), del legno‑mobile (60%), del tessile, abbigliamento e calzature (56,2%).
Le opportunità per i giovani fino a 29 anni restano diffuse, con circa 180mila entrate programmate, pari al 32% del totale. I settori che presentano la maggiore incidenza di giovani sono i servizi finanziari e assicurativi (48,6%), i servizi informatici e delle telecomunicazioni (43,5%) e il commercio (42,2%).
Una quota rilevante delle entrate è rivolta a lavoratori immigrati, con 132mila entrate previste, pari al 23,2% del totale. I settori che presentano la maggiore incidenza di lavoratori immigrati sono le industrie tessili, abbigliamento e calzature (43,8%), l’agricoltura, silvicoltura, caccia e pesca (38,4%) e le costruzioni (33,7%).
Dal punto di vista territoriale, le maggiori opportunità di lavoro si concentrano nel Sud e Isole (199mila nel mese e 480mila nel trimestre), segue il Nord Ovest (135mila a luglio e 379mila nel trimestre), il Nord Est (128mila a luglio e 340 nel trimestre) ed il Centro (106mila a luglio e 290mila nel trimestre). Tra le regioni, i fabbisogni più consistenti si registrano in Lombardia, Lazio, Campania, Emilia-Romagna e Veneto.
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