Il volume "Lavoratori Immigrati" offre una panoramica dettagliata sui contratti programmati dalle imprese italiane per lavoratori stranieri nel 2025, confrontando questi dati con la domanda di lavoro complessiva.
Analisi del mercato del lavoro degli immigrati in Italia nel 2025.
Il volume si compone di due parti. La prima analizza il ruolo dell’immigrazione nel mercato del lavoro italiano, collocandolo all’interno di uno scenario demografico critico.
La seconda illustra le evidenze emerse dalla rilevazione Excelsior 2025 in termini di entrate programmate di personale immigrato per ambiti territoriali, principali settori di impiego, competenze richieste e difficoltà di reperimento.
L’impatto dei lavoratori stranieri sul mercato del lavoro.
La pubblicazione descrive gli scenari demografici e l’impatto dell’immigrazione, si focalizza sull’analisi della forza lavoro inespressa (inattività, NEET ed ELET) e sui motivi per cui in futuro crescerà la domanda di lavoro immigrato.
I lavoratori stranieri in Italia sono concentrati in occupazioni poco qualificate, caratterizzate da forte precarietà e bassi salari. È inoltre critico il fenomeno dell'over-education: oltre metà dei laureati stranieri svolge mansioni inferiori al proprio titolo di studio. Questo scenario configura un mercato del lavoro segmentato, che limita strutturalmente la valorizzazione delle competenze dei lavoratori immigrati.
La domanda di lavoro immigrato nel 2025
Si stimano in quasi un milione e 359mila le entrate programmate destinate a lavoratori immigrati, pari al 23,4% dei 5,8 milioni di ingressi in azienda complessivamente previsti. Il dato, per quanto non comparabile con quelli degli anni passati, considerata l’inclusione anche del settore primario per la prima volta nel 2025, segna un massimo storico nel numero di entrate previste, confermando la rilevanza strutturale della manodopera straniera per il sistema produttivo nazionale.
L’incidenza dei lavoratori stranieri sul totale delle entrate in base alla qualifica: è minima tra i dirigenti e le professioni ad alta specializzazione (9,5%), sale gradualmente per i tecnici (12,3%) e gli impiegati (15,9%), al 20,7% nelle professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi per poi superare la media nazionale nei lavori manuali e operativi. Nello specifico, la quota raggiunge il 28,0% tra i conduttori di impianti, il 30,7% tra gli operai specializzati e il 31,6% nelle professioni non qualificate.
Il Rapporto analizza anche la propensione delle imprese a ricorrere al reclutamento dall’estero e i canali di ingresso previsti, fornendo indicazioni utili sia per la programmazione dei flussi migratori, sia per la governance dei processi di inclusione.
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