Il rapporto sulla "Domanda di professioni e di formazione delle imprese italiane nel 2025" offre un dettagliato sguardo sulle dinamiche del mercato del lavoro in Italia attraverso i risultati delle indagini del Sistema Informativo Excelsior. 

La pubblicazione sintetizza i principali punti chiave come le intenzioni di assunzione delle aziende private di settore primario, industria e servizi, le competenze richieste, la trasformazione digitale, l'evoluzione delle richieste di lavoro nelle diverse aree funzionali e la formazione in azienda.

Le dinamiche del mercato del lavoro nel 2025

Il Rapporto sulla domanda di professioni e formazione delle imprese italiane analizza l’evoluzione del mercato del lavoro nel 2025. Il contesto macroeconomico è caratterizzato da crescita debole, elevata incertezza internazionale e dinamiche del lavoro che continuano a mostrare elementi resilienti.

Il mercato del lavoro si denota per una dinamica positiva. Nel 2025 crescono sia il numero degli occupati sia le ore lavorate, mentre il tasso di disoccupazione si mantiene stabilmente al di sotto della media dell’area euro. Anche il tasso dei posti vacanti resta su livelli superiori a quelli pre-pandemici, segnalando una domanda di lavoro ancora vivace.

Intelligenza artificiale e lavoro

L'analisi dedica un focus particolare all'intelligenza artificiale, definita come una General Purpose Technology per la sua trasversalità. L'IA sta trasformando il mondo del lavoro su più fronti: automatizza i compiti ripetitivi, ottimizza le decisioni e abilita una profonda riorganizzazione dei processi aziendali.

Le entrate programmate previste dalle imprese nel 2025

Dai dati dell’indagine Excelsior, le imprese italiane programmano per il 2025 poco più di 5,8 milioni di entrate. La flessione, rispetto al 2024, si configura come una fase di assestamento più che come un fattore ciclico. I livelli di domanda infatti restano superiori a quelli del periodo pre-pandemico. Il calo della domanda colpisce soprattutto la manifattura e i servizi alle imprese, mentre mostrano segnali di tenuta o crescita le costruzioni e i servizi alla persona. Sebbene le PMI restino il motore principale dell'occupazione, nel 2025 le grandi imprese aumentano significativamente la propria quota di entrate.

I contratti di lavoro nel 2025

Prevalgono le forme contrattuali temporanee (circa 4/5 delle entrate), mentre flettono le assunzioni stabili come tempo indeterminato e l'apprendistato. Il ricorso alla flessibilità risponde a esigenze stagionali, fluttuazioni dell'attività e alla necessità di selezione iniziale dei candidati.

La difficoltà di reperimento dei profili professionali nel 2025

Nel 2025 Il "mismatch" lavorativo arriva al 47% delle entrate programmate, confermandosi un limite strutturale per le imprese (specialmente nel Nord e nei settori industriali e nelle costruzioni). La causa principale è la mancanza di candidati, seguita dalla inadeguatezza di competenze. Le aziende reagiscono adottando strategie più dinamiche: formazione on-the-job, incentivi retributivi e apertura ai mercati internazionali del lavoro.

I titoli di studio più richiesti dalle imprese nel 2025

La domanda di lavoro nel 2025 si distribuisce lungo l’intera scala dei livelli di istruzione, con una prevalenza di titoli secondari e terziari (Università e ITS Academy). Le difficoltà di reperimento risultano elevate a tutti i livelli, ma particolarmente accentuate per i profili terziari, in particolare laureati STEM, di discipline sanitarie e diplomati ITS Academy. Anche i percorsi professionalizzanti per mestieri tecnici mostrano carenze significative di candidati, mentre la scuola dell'obbligo presenta criticità più contenute.

La transizione green e digitale

Nel 2025 le competenze trasversali, green e digitali rappresentano un asse centrale dei requisiti richiesti dalle imprese. Le competenze trasversali - flessibilità, lavoro in gruppo, autonomia e problem solving - mantengono un ruolo strutturale, mentre le competenze green e digitali risultano sempre più integrate nei processi e nelle attività operative, con differenze per settore, professione, titolo di studio e dimensione d’impresa.

Nel 2025 una quota ampia di imprese dichiara investimenti in trasformazione digitale, soprattutto nelle realtà di maggiori dimensioni. Gli investimenti green interessano circa un quarto delle imprese e si concentrano nei settori e nelle classi dimensionali in cui l’impatto su costi, processi e continuità operativa è più diretto. In entrambi i casi, la formazione del personale rappresenta la principale leva di accompagnamento della trasformazione.

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