La pubblicazione "Previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2025-2029) - aggiornamento" tratta gli scenari futuri del mercato del lavoro in Italia. Il rapporto ha l’obiettivo di far conoscere a cittadini ed istituzioni le dinamiche del mercato del lavoro del quinquennio di riferimento rappresentando altresì una bussola per l’orientamento professionale e per la formazione.
L’aggiornamento delle stime sul futuro del mercato del lavoro (2025-2029)
Nel quinquennio 2025-2029, le stime indicano che la domanda di lavoro in Italia si attesterà tra i 3,3 e i 3,7 milioni di occupati. La quasi totalità di questa richiesta sarà legata al ricambio generazionale e al rimpiazzo del personale uscente in pensionamento (variabile dall'84% nel quadro più favorevole fino al 94% in quello più sfavorevole). La crescita netta dei posti di lavoro risulterà invece più contenuta, spaziando da un incremento minimo di 188mila unità a un massimo di 597mila lavoratori nei prossimi cinque anni.
Il fabbisogno della pubblica amministrazione nel periodo 2025-2029
In un contesto economico caratterizzato da incertezza, le stime per il quinquennio 2025-2029 indicano un fabbisogno della Pubblica Amministrazione pari a circa 807mila dipendenti. La richiesta sarà quasi totalmente guidata dal ricambio del personale uscente: il turnover assorbirà infatti 770mila unità (pari al 95,5% complessivo), con una media di 154mila sostituzioni all'anno.
Le professioni più richieste nel periodo 2025-2029
Nello scenario più favorevole per il periodo di riferimento, oltre un terzo della domanda di lavoro tra pubblico e privato (pari a 1,3-1,4 milioni di profili, ossia il 37%) riguarderà figure ad alta specializzazione, quali dirigenti, esperti e tecnici. Seguono le professioni del commercio e dei servizi col 22,5% del totale, i ruoli amministrativi col 13,5%, le maestranze specializzate con l'11,6% e, infine, i conduttori di macchinari e impianti con il 5,9%.
La richiesta di titoli di studio nel mercato del lavoro fino al 2029
Dal punto di vista dei titoli di studio, nello scenario positivo il 35,7% della domanda di lavoro tra il 2025 e il 2029 richiederà un'istruzione terziaria (laurea, ITS Academy o AFAM), con una forte concentrazione su discipline STEM. I diplomati liceali copriranno il 3,8% delle richieste, mentre ben il 47% sarà rivolto a chi possiede un titolo tecnico-professionale di secondo grado. Proprio in quest'ultimo ambito si prospetta un disallineamento tra domanda e offerta: la richiesta delle imprese supererà i diplomati quinquennali disponibili del 22% e ancora più accentuato sarà il mismatch relativo ai percorsi dell’Istruzione e Formazione Professionale (per i quali il fabbisogno atteso sarà più del doppio rispetto all’offerta).
Gli altri fattori del mercato del lavoro fino al 2029
A livello geografico, la quota principale della domanda complessiva di lavoro (pari a 3,7 milioni nello scenario favorevole) sarà assorbita dal Mezzogiorno e dal Nord-Ovest, che copriranno rispettivamente quasi il 30% e il 27% del totale. Parallelamente, si stima che tra il 2025 e il 2029 il solo settore privato necessiterà di circa 635mila dipendenti stranieri, una cifra che rappresenta oltre un quinto (22%) del fabbisogno lavorativo complessivo.
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