La nuova guida “Il lavoro dopo gli studi 2025” si conferma lo strumento essenziale per l'orientamento scolastico e professionale in Italia. Il report analizza nel dettaglio l’intero panorama formativo, dalla formazione professionale (IeFP) ai diplomi quinquennali, dagli ITS Academy fino alle lauree, offrendo una bussola preziosa per studenti, famiglie e consulenti di orientamento.
Formazione professionale: il titolo più ricercato dalle imprese
Nel 2025, la qualifica triennale e il diploma professionale quadriennale dominano il mercato del lavoro italiano. Con oltre 2,2 milioni di ingressi previsti (pari al 39,6% della domanda totale), questo percorso si attesta come il più richiesto dal sistema produttivo. Per quanto riguarda le tipologie contrattuali più diffuse per le qualifiche professionali abbiamo il tempo determinato (72,7%), che è la forma prevalente all'ingresso, seguito da tempo indeterminato (16,4%), apprendistato (6,4%) e lavoro a chiamata (4,5%).
Diplomati e mercato del lavoro: trend e opportunità
Il diploma di scuola superiore quinquennale è richiesto al 23% delle entrate programmate dalle imprese italiane nel 2025. Si tratta del percorso di istruzione propedeutico all’università, ma permette anche di accedere ai percorsi di istruzione tecnologica superiore (ITS Academy). Nel caso non si volesse iniziare a lavorare subito dopo il diploma, è consigliabile comunque seguire dei corsi di perfezionamento, per imparare meglio una lingua straniera o per acquisire, attraverso corsi brevi, competenze integrative, per esempio nel campo digitale, del risparmio energetico o rispetto a competenze che possono rafforzare e integrare soprattutto il bagaglio di conoscenze di chi esce da istituti superiori tecnici o professionali.
Gli ITS Academy e il mercato del lavoro
Gli ITS Academy sono percorsi che durano due o tre anni, e che garantiscono un’alta percentuale di rapporti di lavoro a tempo indeterminato. In alcuni casi accedono alle specializzazioni degli ITS Academy anche studenti provenienti da lauree triennali, per via del buon impatto occupazionale (in media si riscontra più del 90% di assunti a un anno dal diploma). Rispetto alle modalità contrattuali al diplomato in un ITS Academy viene offerto un rapporto a tempo indeterminato nel 41% dei casi, un contratto di apprendistato nel 8,2% dei casi, mentre avrà un contratto a termine nel 50,5% dei casi (a tempo determinato nel 49,2% e a chiamata nel 1,3%).
La richiesta di laureati nel mercato del lavoro nel 2025
I dati Excelsior del 2025 mostrano come la richiesta di laureati in Italia sia intorno al 11,6%. Le condizioni contrattuali e retributive in media offerte ai laureati, tuttavia, sono migliori rispetto a quelle offerte ai diplomati, con un 45,1% di rapporti a tempo indeterminato offerti a chi è in possesso di una laurea (la percentuale più alta tra i diversi livelli di studio). Come per gli altri livelli di istruzione, anche per i laureati si nota come rispetto all’anno precedente nel 2025 ci sia stata una leggera crescita della domanda di inquadramento contrattuale con rapporti a termine rispetto ai rapporti a tempo indeterminato, che in questo caso vedono i rapporti a termine passare dal 51% al 53% sul totale dei rapporti di lavoro avviati per persone in possesso di laurea.
Gli “introvabili” e la difficoltà di reperimento dei titoli di studio nel 2025
L’analisi Excelsior 2025 evidenzia un forte divario tra domanda e offerta di lavoro. Il fenomeno degli "introvabili" colpisce ogni livello d'istruzione, con percentuali di difficoltà di reperimento elevate. ITS Academy (57,3%): Sono i profili più rari. Su circa 117.000 richieste, oltre 67.000 posizioni restano di difficile reperimento. Laureati (50,9%): Più di un laureato su due è difficile da trovare; risultano di difficile reperibilità 342.000 professionisti sui 673.000 ricercati. Diploma Quinquennale (47,4%): Su 1,3 milioni di diplomati richiesti, le imprese faticano a trovarne ben 634.000, specialmente negli indirizzi tecnici. Formazione Professionale (47%): Nonostante sia il titolo più richiesto (2,3 milioni di ingressi), risultano di difficile reperibilità oltre 1 milione di figure con questo titolo di studio.
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