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Il volume sulle Competenze Digitali 2018 offre una panoramica su economia digitale e domanda di lavoro, sulla domanda di competenze digitali da parte delle imprese, la diffusione dei lavori con competenze digitali nelle Regioni, quali sono le opportunità per i giovani e i titoli di studio e indirizzi più richiesti quando sono ricercate competenze digitali nei candidati all’assunzione. 

 

La definizione di competenze digitali. 

Le competenze digitali (note anche come e-skills) si suddividono in tre macroclassi:

  • la capacità di utilizzare linguaggi e metodi matematici e informatici per organizzare e valutare informazioni qualitative e quantitative;
  • l’uso di tecnologie digitali di base, e capacità di gestire e produrre strumenti di comunicazione visiva e multimediale;
  • la capacità di gestire soluzioni innovative applicando tecnologie (digitali) robotiche, big data analytics, internet of things, ecc. ai processi aziendali, anche in linea con quanto previsto nel ‘Pacchetto Impresa 4.0’.  

Queste competenze rappresentano ormai un pacchetto trasversale spendibile in tutti i settori produttivi e nelle filiere.

Nel 2018 le imprese hanno ricercato oltre 4,5 milioni di profili, per il 51% di essi è stata richiesta la competenza nell’utilizzo di linguaggi o metodi matematici e informatici per riuscire a organizzare e valutare le informazioni necessarie per lo svolgimento del lavoro.

La competenza, che registra la maggiore frequenza di richiesta (58% dei profili) da parte delle imprese, riguarda le abilità digitali di base e nella gestione di strumenti di comunicazione visiva e multimediale.

Più contenuta la diffusione della richiesta di competenze specifiche per la gestione di soluzioni e tecnologie innovative (36,3%). La minore richiesta di questo tipo di skill è comprensibile dato il carattere più specialistico dell’utilizzo di robotica, Big Data Analytics e IoT.  

Lavoro e digital transformation.

La trasformazione digitale modifica il lavoro in termini qualitativi e quantitativi. Le questioni dei lavori del futuro impongono una forte conoscenza di ciò che servirà per rispondere al flusso di distruzione-creazione del lavoro, alle questioni della robotica, dell’intelligenza artificiale e alle nuove professioni che emergeranno, alle professioni che tenderanno a scomparire e a come cambieranno i lavori attuali.

 Si rende necessario perciò un nuovo approccio che si basi su investimenti adeguati per l’accrescimento e la riprogettazione delle competenze di occupati e inoccupati, sistemi integrati di intermediazione per minimizzare il mismatch e nuovi modelli pedagogici (che utilizzino anche le nuove tecnologie 4.0 ) per costruire il giusto mix di competenze verticali e trasversali.  

Il possesso di competenze allineate con i cambiamenti della Digital transformation è richiesto soprattutto dalle imprese che innovano e/o che esportano.

Le figure professionali del digitale difficili da reperire.

Le professionalità che possiedono un elevato tasso e-skills sono anche quelle di più difficile reperimento, che raggiunge il 33% dei profili ricercati (contro una media del 26%), pertanto conoscere quali sono le figure professionali difficili da reperire può aiutare ad orientarsi nella scelta di percorsi formativi per aiutare l’occupabilità di quanti si presenteranno sul mercato del lavoro. 

Le figure più difficili da reperire sono i tecnici programmatori, analisti e progettisti di software, ingegneri elettrotecnici (con oltre il 60% di difficoltà di reperimento), seguono ingegneri chimici, energetici e meccanici, specialisti in contabilità, tecnici meccanici e installatori di apparecchiature informatiche, per quanto riguarda l’elevata capacità di utilizzare linguaggi e metodi matematici e informatici. 

Per quanto riguarda l’elevata competenza nel gestire e produrre strumenti di comunicazione visiva e multimediale, le figure con più elevato mismatch sono: installatori e manutentori di apparecchiature informatiche (con quasi l’80% di difficoltà), agenti assicuratori, analisti e progettisti di software, tecnici programmatori e disegnatori industriali (con oltre il 55%), seguono ingegneri energetici e meccanici, specialisti nelle public relation, specialisti in contabilità e problemi finanziari 

Un elevato grado di importanza capacità di gestire soluzioni innovative applicando tecnologie “4.0” è richiesto dal settore produttivo, ma le figure professionali più difficili da reperire, sono: matematici e statistici (con oltre l’80% di difficoltà), analisti e progettisti di software, tecnici gestori di reti e di sistemi telematici, ingegneri elettronici e in telecomunicazioni e progettisti e amministratori di sistemi. 

Le opportunità per i giovani: E-skills, titoli e indirizzi di studio più richiesti 

Il volume sulle competenze digitali del Sistema Informativo Excelsior fornisce anche i dati su quali sono gli indirizzi di studio più ricercati con elevata richiesta di giovani sotto i 29 anni per competenza e livello di formazione. Per quanto riguarda l’utilizzo di metodi matematici e informatici, tra gli under 29 con più richiesta abbiamo i laureati in statistica, in ingegneria civile e ambientale, e scienze matematiche, fisiche e naturali. Senza dimenticare i diplomati in grafica e comunicazione e negli indirizzi chimica, materiali e biotecnologia. Sempre tra gli under 29 a cui è richiesta un’elevata competenza in metodi matematici e informatici occorre menzionare anche chi possiede una qualifica di formazione o diploma professionale in figura e cartotecnico, lavorazioni artistiche e nell’indirizzo elettronico.  

Le richieste di under 29 con elevate competenze digitali nella gestione della comunicazione visiva e multimediale riguardano soprattutto i laureati in statistica, agraria e ingegneria elettronica e dell’informazione. Senza dimenticare i diplomati in grafica e comunicazione, in indirizzo socio-sanitario e al liceo artistico. Tra le qualifiche professionali più gettonate abbiamo lavorazioni artistiche, riparazione dei veicoli a motore e trasformazione agroalimentare.

I giovani under 29 con competenze nella gestione di soluzioni innovative applicando tecnologie 4.0 vengono scelti perlopiù da questi indirizzi di studio. Le aziende preferiscono scegliere laureati in agraria, in statistica e in indirizzo chimico-farmaceutico. A cui si aggiungono i diplomati in grafica e comunicazione, in produzione e manutenzione industriali e artigianali, ed in meccanica, meccatronica ed energia. Per quanto riguarda le qualifiche di formazione professionale sono preferite le lavorazioni artistiche, la riparazione dei veicoli a motore e quelle amministrativo-segretariale.

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