si conferma la tendenza a una crescita congiunturale dei contratti, in particolare nel comparto dei servizi turistici. In chiave tendenziale si registra, però, una generale lieve flessione rispetto ad aprile 2018: i servizi evidenziano una flessione del 4,4% delle entrate programmate, trainati verso l’area negativa in particolare dal commercio. Le “industrie della moda” e i comparti della metallurgia e della meccatronica caratterizzano, invece, il saldo positivo dell’industria. Risulta più contenuta, rispetto ad inizio anno, l’incidenza delle figure di difficile reperimento, pur mantenendosi elevata (27% circa). Per approfondimenti leggi il comunicato stampa ed Excelsior INFORMA.

Il Rapporto Excelsior 2018 di Unioncamere a Anpal, presentato oggi a Roma, mette nuovamente in evidenza il problematico incontro tra la domanda di lavoro espressa dalle imprese dell’industria e dei servizi e l’offerta presente sul mercato. Un disallineamento che nel 2018 ha riguardato il 26% degli oltre 4,5 milioni di contratti di lavoro che il sistema produttivo aveva intenzione di stipulare, 5 punti percentuali in più del 2017. Cambia la struttura professionale dei fabbisogni delle imprese, con una crescente richiesta di profili maggiormente qualificati: la quota di dirigenti, specialisti e tecnici raggiunge il 19% del totale delle entrate programmate (era il 17,5% nel 2017), e contemporaneamente diminuisce di 3 punti percentuali il peso degli ingressi destinati alle professioni non qualificate, che si attesta al 15%. Inoltre, sempre più importante è il possesso di competenze legate al mondo del digitale e in materia di ecosostenibilità.

Per approfondimenti leggi il comunicato stampa e il Bollettino annuale.

Sono circa 380mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di marzo e arriveranno a circa 1,2 milioni entro maggio 2019. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si registra una sostanziale stabilità delle entrate previste (-3mila rispetto a marzo 2018) ed emerge un aumento congiunturale (+46mila rispetto a febbraio 2019). La difficoltà di reperimento è pari al 28% delle entrate previste a marzo, ma supera il 40% nel caso degli operai specializzati e delle professioni intellettuali scientifiche e ad elevata specializzazione. Le opportunità per gli “under 30” nel mese di marzo supereranno le 103 mila unità, pari al 27% delle entrate complessive previste dalle imprese, principalmente nei settori finanza e commercio. Per approfondimenti leggi il comunicato stampa ed Excelsior INFORMA.

Al centro dell’incontro, in cui verranno illustrati i fabbisogni professionali delle imprese contenuti nell’indagine 2018, le molteplici opportunità che offre il Sistema informativo agli operatori della formazione e dell’orientamento e a supporto degli attori istituzionali che si occupano di politiche attive del lavoro per favorire il matching tra domanda e offerta di lavoro.

Sul portale saranno resi disponibili approfondimenti tematici e volumi di analisi sui fabbisogni professionali, formativi e di competenze delle imprese italiane.

SCHEDA DEL CONVEGNO

Sono circa 334mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di febbraio e arriveranno a circa 1,1 milioni entro aprile 2019. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si registra una flessione delle entrate previste (-13mila rispetto a febbraio 2018 e -25mila rispetto al periodo febbraio-aprile 2018), un andamento ancora segnato dalla debole congiuntura del mercato interno ed europeo. Sono le imprese delle regioni meridionali a prevedere la flessione più rilevante (-9,5 mila entrate rispetto a febbraio 2018), ma sale comunque a livello nazionale di 5 punti percentuali in un anno la difficoltà a reperire i profili idonei da introdurre in azienda, raggiungendo quasi il 29% delle entrate previste a febbraio.

Per approfondimenti leggi il comunicato stampa ed Excelsior INFORMA.

Nel quinquennio 2019 – 2023 il mercato del lavoro italiano avrà bisogno di un numero di occupati compreso tra i2,5 e i 3,2 milioni. Questa previsione considera le esigenze dei settori privati e della pubblica amministrazione: oltre i tre quarti del fabbisogno sarà collegato al naturale turnover occupazionale (con una previsione per i prossimi cinque anni compresa tra 2,1 e 2,3 milioni), mentre la crescita economica genererà, a seconda della sua intensità e in maniera molto differenziata nei diversi settori, una quota di nuovi posti di lavoro che va dalle 427mila alle 905mila unità. A trainare la domanda complessiva di lavoro saranno la “rivoluzione digitale” (Big data, Intelligenza artificiale, Internet of Things) e la domanda di “Ecosostenibilità” che richiederanno il coinvolgimento rispettivamente di 213mila e 481mila lavoratori. Per approfondire leggi il comunicato stampa ed il report completo

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