Sono circa 334mila i contratti programmati dalle imprese nel mese di febbraio e arriveranno a circa 1,1 milioni entro aprile 2019. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si registra una flessione delle entrate previste (-13mila rispetto a febbraio 2018 e -25mila rispetto al periodo febbraio-aprile 2018), un andamento ancora segnato dalla debole congiuntura del mercato interno ed europeo. Sono le imprese delle regioni meridionali a prevedere la flessione più rilevante (-9,5 mila entrate rispetto a febbraio 2018), ma sale comunque a livello nazionale di 5 punti percentuali in un anno la difficoltà a reperire i profili idonei da introdurre in azienda, raggiungendo quasi il 29% delle entrate previste a febbraio.

Per approfondimenti leggi il comunicato stampa ed Excelsior INFORMA.

Nel quinquennio 2019 – 2023 il mercato del lavoro italiano avrà bisogno di un numero di occupati compreso tra i2,5 e i 3,2 milioni. Questa previsione considera le esigenze dei settori privati e della pubblica amministrazione: oltre i tre quarti del fabbisogno sarà collegato al naturale turnover occupazionale (con una previsione per i prossimi cinque anni compresa tra 2,1 e 2,3 milioni), mentre la crescita economica genererà, a seconda della sua intensità e in maniera molto differenziata nei diversi settori, una quota di nuovi posti di lavoro che va dalle 427mila alle 905mila unità. A trainare la domanda complessiva di lavoro saranno la “rivoluzione digitale” (Big data, Intelligenza artificiale, Internet of Things) e la domanda di “Ecosostenibilità” che richiederanno il coinvolgimento rispettivamente di 213mila e 481mila lavoratori. Per approfondire leggi il comunicato stampa ed il report completo

Oltre un terzo delle quasi 320mila entrate previste per dicembre sono programmate, complici le festività, dalle imprese della filiera del turismo e da quelle del commercio. Complessivamente, i contratti previsti entro febbraio 2019 si attesteranno a circa 1,1milioni. Oltre ai settori del turismo e del commercio, anche i servizi operativi alle imprese e alle persone e il comparto dei trasporti e logistica mostrano incrementi assoluti significativi rispetto ad un anno fa. Elevate criticità segnalate nelle ricerche di personale da inserire nelle aree aziendali più coinvolte nei processi di digitalizzazione e automazione, di progettazione e di marketing e comunicazione. Per approfondimenti leggi il comunicato stampa ed Excelsior INFORMA.

A novembre le imprese hanno in programma di rendere disponibili quasi 354mila posizioni lavorative, mentre sono 1.111.550 i contratti previsti entro gennaio 2019. Ancora in aumento la difficoltà di reperimento, che arriva al 30% delle entrate previste. In crescita la domanda nelle medie imprese e nelle aree professionali della logistica e dell’amministrazione. Per approfondimenti leggi il comunicato stampa ed Excelsior INFORMA.

Ad ottobre aumenta la quota di imprese che programmano assunzioni (di oltre due punti percentuali rispetto ad ottobre 2017), aumentano i contratti offerti (+31mila sempre rispetto allo stesso periodo), ma aumenta anche la difficoltà di far incontrare domanda e offerta di lavoro, che tocca il suo massimo dallo scorso anno. Made in Italy e meccatronica i settori che fanno registrare le maggiori difficoltà di incontro domanda-offerta di lavoro, mentre a livello territoriale si registra un massimo intorno al 42% di difficoltà nelle province di Pordenone, Lecco, Ferrara e Bologna. Interessanti indicazioni anche a livello di Centri per l'impiego all'interno del comunicato stampa e ulteriori approfondimenti in Excelsior INFORMA.

Nel quinquennio 2018- 2022 saranno necessari più di 2,5 milioni di occupati, dipendenti e autonomi: oltre il 70% di questi nuovi ingressi, ovvero 1,8 milioni di lavoratori, dovrà possedere competenze piuttosto elevate e qualificate (per il 35,8% si parla espressamente di «high skills» - professioni specialistiche e tecniche). Delle oltre 2,5 milioni di entrate programmate nei prossimi cinque anni dalle imprese del settore privato e di quello pubblico, inoltre, poco più del 30% sarà appannaggio di laureati, per una quota pari quasi a 780mila posizioni, mentre circa 810mila posizioni andranno a diplomati (31,4%). Per approfondire leggi le previsioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in italia a medio termine (2018-2022).

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