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Il questionario di indagine é stato sottoposto alle imprese tra febbraio e luglio 2016.
L'indagine ha seguito due distinte modalità di rilevazione:

  • la prima attraverso intervista telefonica, con adozione della metodologia CATI (Computer Aided Telephone Interview), per le imprese fino a 250 dipendenti precedentemente selezionate e rispondenti ai requisiti del disegno campionario. Preliminarmente all’avvio della rilevazione è stata effettuata una apposita attività di mailing finalizzata a sensibilizzare le imprese alla partecipazione all’indagine. In particolare, è stato trasmesso per posta elettronica certificata o tramite posta ordinaria alle imprese base e alle prime riserve una lettera di presentazione del Sistema informativo Excelsior e lo schema del questionario di rilevazione.
  • la seconda, seguita per tutte le imprese con almeno 250 dipendenti, ha riguardato la compilazione su web del questionario per mezzo di un apposito software di caricamento. Alle aziende è stata fornita assistenza alla compilazione a cura dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne di Roma e da parte degli uffici studi e statistica delle Camere di Commercio aderenti all’indagine. Al fine di permettere la compilazione su web del questionario a tale segmento di imprese, è stata effettuata un’attività preliminare di mailing con PEC, trasmettendo alle aziende le credenziali personalizzate di accesso al software per il caricamento dei dati, oltre alla lettera di presentazione dell’indagine e alle note di compilazione delle principali informazioni richieste. Una copia integrale del questionario di indagine è stata resa disponibile anche in un link presente nella homepage del sito Excelsior. Analogamente sono stati forniti tutti gli strumenti (oltre ad un servizio permanente di supporto tramite email nel periodo di rilevazione) per permettere alle Camere di Commercio di procedere con l’attività di assistenza alle imprese e di effettuare solleciti per i questionari non ancora compilati oppure compilati in modo impreciso e non soddisfacente. E’ stato inoltre creato un cruscotto su web per il controllo in tempo reale dello stato di compilazione dei questionari, suddivisi per Ente di rilevazione e data di compilazione/invio.

La rilevazione telefonica CATI presso le imprese fino a 250 dipendenti è stata realizzata da Almaviva Contact S.p.A. di Roma tra febbraio e giugno 2016.

Le interviste telefoniche alle imprese sono state effettuate nei giorni feriali del periodo di rilevazione. La rilevazione telefonica è stata condotta presso la sede della Società da un team di circa 300 intervistatori specializzati in questa tecnica d’indagine. Prima dell’inizio della rilevazione gli intervistatori sono stati addestrati mediante delle sessioni formative – briefing – della durata complessiva di 24 ore. I briefing di formazione sono stati tenuti da ricercatori del Centro Studi di Unioncamere congiuntamente ai ricercatori di Almaviva Contact.

Il sistema CATI utilizzato per l’indagine ha previsto l’utilizzo di moduli software ACS (Automatic Call Scheduling) per la gestione dei contatti telefonici e delle iterazioni di chiamata in caso di esito non definitivo del contatto telefonico (ad. es. “segnale di occupato”; “libero, senza risposta”, ecc).

Le regole di iterazione dei contatti telefonici adottate per il modulo ACS sono state definite in modo da garantire la sostituzione di una azienda del campione con la propria “riserva” – in caso di esiti non definitivi dei contatti telefonici – solo dopo un numero massimo di:

  • 9 tentativi di contatto telefonico per le imprese fino a 49 dipendenti;
  • 20 tentativi di contatto telefonico per le imprese con 50 dipendenti e oltre.

La schedulazione dei tentativi di contatto telefonico realizzati presso la medesima azienda del campione, successivamente al primo, è stata effettuata mediante il modulo ACS secondo schemi parametrici funzionali alla tipologia di esito non definitivo riscontrata a seguito del primo contatto telefonico.

Con riferimento alla modalità di rilevazione e codifica delle figure professionali nel corso dell’indagine, questa si basa su un metodo originale che sfrutta un approccio dinamico, di tipo bottom up, in grado di semplificare la rilevazione, solitamente complessa, di dati di questa natura e rendere possibile il ricorso all'intervista telefonica.

Nelle Tav. 3 e 4 sono riportati i principali dati relativi alle aziende complessivamente contattate e alle interviste effettuate. La leggera differenza tra il numero di interviste a imprese della classe 1-49 indicate nelle Tav. 1 e 2 (83.392) rispetto a quelle indicate nelle Tav. 3 e -4 (83.395) è dovuta a una diversa attribuzione di classe dimensionale in fase di controllo e elaborazione dei dati. Il numero totale di interviste indicato nelle Tav. 1-2 (94.655) comprende anche le oltre 2mila interviste non telefoniche direttamente effettuate a imprese di grandi dimensioni da parte dell’Istituto Guglielmo Tagliacarne o da parte delle Camere di Commercio.  







Il questionario proposto alle imprese attraverso intervista telefonica o intervista diretta si articola in sette sezioni:

  • sezione 1: Situazione dei dipendenti nell’azienda e previsioni per il 2016;
  • sezione 2: le figure professionali dipendenti in entrata e le relative caratteristiche (contratto, titolo di studio, competenze ecc…);
  • sezione 3: Motivi di non assunzione (per le aziende che non prevedono entrate di dipendenti nel 2016);
  • sezione 4: Lavoratori previsti per il 2016 con forme contrattuali diverse dal lavoro dipendente( collaboratori coordinati, lavoro somministrato, altri lavoratori non alle dipendenze);
  • sezione 5: Formazione del personale avvenuta nel 2015; sezione 5bis: Lavoratori con contratto di tirocinio/stage e tirocini di alternanza scuola/lavoro sezione
  • sezione 6: Situazione dell’occupazione e flussi previsti nel 2016 distintamente per unità provinciali (limitatamente alle imprese plurilocalizzate con oltre 100 dipendenti);
  • sezione 7: Altre informazioni sull’impresa 

Nella sezione 1 del questionario è stato rilevato lo stock degli occupati al 31.12.2015 e i movimenti previsti dall’impresa per l’anno 2016, distinti per livello di inquadramento.

La sezione 2 riguarda le caratteristiche delle figure professionali segnalate in assunzione da parte dell’impresa, ed è stata quindi proposta solo alle imprese che prevedono assunzioni di lavoratori dipendenti nell’anno 2016, distintamente per ogni figura professionale richiesta.

Sono richieste informazioni qualitative più dettagliate sui profili professionali previsti in entrata, quali ad esempio la tipologia contrattuale offerta, la difficoltà di reperimento e le relative motivazioni, la richiesta o meno di una precedente esperienza lavorativa nella professione indicata o nel settore di attività dell’impresa, il livello di istruzione e il titolo di studio specifico richiesto, la classe di età, ecc.

Nella sezione 2 inoltre sono presenti alcuni quesiti sulle competenze trasversali che il candidato dovrà possedere, sulla complessità dell’attività, sulla prevedibilità (o imprevedibilità) del contesto, sulla necessità di applicare soluzioni standard o creative, sul coordinamento di altre persone.

In questa sezione è inoltre presente una domanda relativa all’eventuale stabilizzazione con un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato nel corso del 2016 di persone già operanti nell’impresa con altre forme contrattuali (somministrazione, collaboratori a progetto, a termine, ecc.) e alcuni ulteriori quesiti relativi alla propensione all’assunzione a seguito dell’introduzione delle nuove normative in tema di contratti di lavoro (in particolare il Jobs Act).

La sezione 3 è riservata alle imprese che hanno dichiarato nella sezione 1 di non prevedere assunzioni. In questo caso all’impresa è stato chiesto di indicare il motivo principale per cui non intende assumere personale, distinguendo fra le imprese che non avrebbero comunque assunto e quelle che ne avrebbero avuto bisogno, ma non l’hanno fatto a causa di ostacoli all’assunzione di nuovi dipendenti.

Con la sezione 4 si è rilevata l’intenzione dell’impresa, durante l’anno 2016, di utilizzare lavoratori non alle dipendenze dell’impresa (lavoratori interinali, collaboratori con contratto a progetto con attività prevalente nell’impresa e ulteriori lavoratori non alle dipendenze, vale a dire collaboratori con partita IVA e occasionali) e la numerosità degli stessi in forza all’impresa nel medesimo arco temporale.

La sezione 5 ha rilevato l’attività formativa promossa dall’impresa nel 2015 a favore dei propri dipendenti, le modalità e le finalità della stessa.

Nella sezione 5bis sono state richieste informazioni riguardanti l’utilizzo di personale in tirocinio formativo/stage da parte dell’impresa stessa e la tendenza a trasformare i tirocini in assunzioni. In quest’ultima indagine sono state introdotte alcune domande sull’utilizzo da parte delle imprese dei “tirocini di alternanza scuola/lavoro” utilizzati nel 2015 e le previsioni per il 2016.

Nella sezione 6 – come detto in precedenza riservata alle imprese con oltre 100 dipendenti – è stato chiesto alle imprese plurilocalizzate di indicare la suddivisione del personale dipendente al 31.12.2015 e delle entrate e uscite previste nel 2016 per ognuna delle province in cui l’impresa è presente.

A conclusione dell’indagine vengono rilevate altre informazioni relative all’impesa riguardanti la vendita di prodotti/servizi all’estero, l'avvio o meno, nel corso del 2015, di processi di innovazione, la dinamica del fatturato tra il 2014 e il 2015, in termini di variazione percentuale, e l’utilizzo di internet per il proprio business. Sono state inoltre richieste altre informazioni, tra cui l’effettuazione di investimenti, con dettaglio di quelli in tecnologie a maggior risparmio energetico, nonché – limitatamente alle società di capitale – se l’impresa rispondente è classificabile come “impresa familiare”, nella quale il titolare/fondatore e/o la sua famiglia detengono il controllo del capitale e ne esercitano la gestione.

Le risposte delle imprese sono soggette a controlli di coerenza in riferimento alle diverse informazioni previste dal questionario. Tali controlli sono stati effettuati sia sui dati quantitativi (numero di addetti, numero di entrate ecc.) sia su quelli qualitativi (professioni segnalate, titoli di studio ecc.). Durante l’intervista telefonica - o in fase di registrazione di questionari di imprese sopra i 250 dipendenti - viene effettuata automaticamente “on line” la verifica circa la “quadratura” dei dati quantitativi proposti nelle diverse sezioni del questionario. Ciò permette all’intervistatore di segnalare all’impresa l’incoerenza di taluni dati e di determinare il dato esatto. Le informazioni relative alle figure professionali e ad altri elementi rilevati nel questionario vengono verificate e controllate per validarne la coerenza sia in tempo reale durante l’intervista (sulla base di specifiche “griglie di compatibilità” precedentemente predisposte), sia in un momento successivo con verifiche ad hoc sulla coerenza delle risposte date.

I controlli di qualità sui dati di indagine sono svolti secondo un processo unitario, che prende le mosse dall’esame della sezione 1 del questionario (stock di occupati a inizio anno e flussi previsti per l’anno in corso), per poi passare alla sezione 2 (figure professionali richieste), alla sezione 4 (altre forme contrattuali) e alle altre sezioni, ma devono necessariamente tenere conto della diversità dei dati riferiti alle “grandi” (con almeno 100 dipendenti) e alle “piccole” imprese.

I primi sono relativi alla singola impresa, rilevati o stimati - in caso di mancata risposta - sulla base dei dati storici dell’impresa stessa e dei dati medi del “cluster” cui l’impresa appartiene. I secondi sono invece dati campionari che devono essere successivamente riportati all’universo.

Per quanto riguarda i flussi in entrata e in uscita relativi alle imprese con almeno 100 dipendenti i questionari pervenuti sono stati controllati puntualmente, con particolare attenzione a quelli stimati, anche in relazione ad elementi desumibili da altre fonti, quali siti web aziendali, portale Infoimprese.it, visure camerali, stampa specializzata, fonti ed elenchi settoriali o territoriali. I suddetti questionari sono stati integrati e/o verificati anche attraverso il reperimento di informazioni tratte da fonti esterne, da registri amministrativi (Registro Imprese, in primo luogo) e dai questionari di indagine degli anni precedenti. Inoltre, particolare attenzione è stata posta nella verifica di coerenza dei questionari relativi a imprese oggetto di trasformazioni (es. fusioni, scorpori, acquisizioni di impresa, ecc.).

Per quanto riguarda invece i dati campionari relativi alle “piccole” imprese e derivanti dall’indagine telefonica, particolare attenzione viene data ai questionari con un rilevante numero di entrate e/o uscite previste rispetto allo stock di dipendenti presente nell’impresa all’inizio dell’anno.

Sempre con riferimento ai movimenti previsti nel 2016, particolare attenzione è stata data al settore turistico, caratterizzato da un’elevata stagionalità, che porta a determinare flussi di notevole rilevanza in diverse aree del paese. Tali flussi sono stati confrontati a livello territoriale con i dati di fonte INPS degli ultimi anni sull’evoluzione mensile dello stock di dipendenti, così da valutare se quanto rilevato in sede di indagine per il 2016 fosse coerente con quanto effettivamente avvenuto nel recente passato. E’ stata inoltre verificata la coerenza tra i dati dell’indagine annuale e quelli delle precedenti indagini trimestrali, le ultime due delle quali si riferiscono ai primi due trimestri del 2016.

Un ulteriore controllo sui dati della sezione 1 riguarda la coerenza dei dati per tipologia contrattuali rispetto alle effettive indicazioni delle imprese, con particolare riferimento alla disaggregazione tra assunzioni “stagionali” e “non stagionali”.

Una seconda serie di controlli si riferisce ai dati di tipo qualitativo e in particolare alle informazioni rilevate per le figure professionali. Un primo intervento di rilievo riguarda la codifica delle figure professionali non codificate in sede d’indagine, sulla base di tutte le informazioni emerse nel corso dell’intervista (descrizione “in chiaro” fornita dall’impresa, inquadramento, competenze che la figura deve avere e mansioni che dovrà svolgere, titolo di studio, competenze, previdibilità del contesto, complessità delle attività, coordinamento di altri lavoratori, innovatività delle soluzioni applicate)

Nello stesso tempo vengono verificate anche le codifiche assegnate in sede d’indagine sulla base di un software che ne verifica la coerenza con le caratteristiche fornite dall’impresa.

In generale, sia per i dati di flusso che per le informazioni qualitative, si verifica costantemente la corrispondenza tra i dati campionari – raccolti e ordinati in appositi report – e i dati riportati all’universo.

Le informazioni vengono inoltre confrontate con le tendenze evidenziate dalle precedenti indagini al fine di rilevare eventuali risposte che si discostano in misura significativa dalle indagini precedenti.

Da qualche anno viene data infine maggiore rilevanza ai controlli sui dati della sezione 4 (contratti atipici), data la loro crescente importanza e le continue novità riguardanti la disciplina dei contratti di lavoro.

Una volta terminata la fase di raccolta dei dati, vengono applicate procedure di riporto all’universo relative alle imprese sino a 50 dipendenti, mentre per le imprese di maggiori dimensioni si applicano sia delle procedure di inferenza su cluster che stime puntuali dei dati oggetto di indagine a partire da informazioni storiche integrate da elementi desumibili da imprese simili.

Le suddette procedure, per qualunque tipologia di impresa, sono precedute – come precedentemente accennato - da una serie di attività di controllo volte ad individuare e a correggere i dati anomali e le mancate risposte con riferimento a singoli quesiti.

I dati anomali o outliers, cioè quelli che si discostano significativamente rispetto al valore medio delle osservazioni rilevate negli strati omogenei della popolazione, sono esclusi dalle operazioni di riporto. Essi (yi) corrispondono di norma alle osservazioni non comprese in un intervallo di accettabilità rispetto alla varianza rilevata, definito come segue:

Gli outlier così individuati vengono sostituiti dal valore medio

Analogamente vengono attivate delle procedure di individuazione e stima delle mancate risposte o dei valori formalmente non corretti. La fase successiva è rappresentata dalle procedure di stima e riporto all’universo.
Tali procedure sono strettamente connesse allo stimatore scelto e quindi alla strategia campionaria (campionamento stratificato senza ripetizione). Queste elaborano lo stimatore corretto del totale

dove yi sono le osservazioni campionarie e πi le probabilità di inclusione nel campione delle unità della popolazione a cui si riferiscono le osservazioni. Poiché nel campionamento stratificato la probabilità dell’unità i-esima di essere inclusa nel campione dello strato h

pari cioè al tasso di sondaggio nello strato, si ricava che lo stimatore corretto del totale è:

ovvero lo stimatore del campionamento stratificato senza ripetizione è uguale alla somma di tanti stimatori per espansione quanti sono gli strati.

Ovviamente per poter effettuare operazioni di inferenza su un singolo strato vengono poste delle ulteriori condizioni che verificano l’effettiva rappresentatività delle unità campionate, per cui si pone il vincolo che esse:

  • siano superiori a una soglia minima predefinita (corrispondente alla numerosità del disegno campionario teorico per gli strati dove questa deve essere garantita);
  • rappresentino almeno il 10% della popolazione dello strato.

Se non si verificano queste condizioni, non si effettuano stime per lo strato in questione, ma si passa a un l livello di aggregazione immediatamente superiore rilasciando progressivamente le variabili di stratificazione in ordine inverso di importanza.

Settori di attività - Nell’indagine si fa riferimento a livello nazionale a 28 settori economici. Tali settori raggruppano divisioni e gruppi di attività secondo la classificazione ATECO 2007. Nell’Appendice 1 è riportata la tavola di raccordo fra i settori Excelsior e le divisioni, gruppi o classi ATECO 2007 che li compongono. A livello provinciale e regionale, come si è accennato nel secondo paragrafo, si privilegia una struttura settoriale “dinamica” (cioè variabile) che porta a evidenziare i settori prevalenti e tipici di ciascuna area. Il numero di settori varia così da un minimo di 5 nelle province più piccole (Isernia, Enna, Oristano, Crotone e Vibo Valentia) a un massimo di 25 a Milano e 24 a Torino, Roma e Napoli. A livello regionale, i settori variano da un minimo di 11 settori per il Molise (si ricorda che per la Valle d’Aosta, coincidendo con la provincia, non viene prodotto il volume regionale) a un massimo di 26 settori per le regioni più grandi.

Professioni Nell’ambito del progetto è stata messa a punto una nomenclatura dinamica (o “dizionario”) che include circa 4.000 voci, annualmente aggiornate sulla base delle segnalazioni di figure emergenti fornita direttamente dalle imprese o da fonti specifiche riferite ai diversi settori economici, di cui circa 2.500 effettivamente richieste dalle imprese almeno una volta nelle ultime 3 indagini.
In altre parole, funzionalmente agli scopi dell’indagine, si è provveduto alla elaborazione di una nomenclatura delle figure professionali che fosse al contempo:

  • utilizzabile e comprensibile dagli imprenditori e dalle aziende intervistate, in quanto basata sul linguaggio e sulle terminologie da questi stessi utilizzati;
  • aggiornabile, in modo da poter recepire costantemente l’evoluzione del mondo del lavoro;
  • confrontabile comunque con le altre fonti /classificazioni ufficiali;
  • confrontabile comunque con le altre fonti /classificazioni ufficiali;.

Tale nomenclatura è associata alla descrizione proposta dall'impresa incrociando quattro variabili:

  • il settore di attività economica dell'impresa
  • l'area aziendale in cui la figura è inserita dall'impresa
  • il livello di istruzione e l'area di formazione che caratterizza la figura
  • il livello di inquadramento.

Il livello di inquadramento fa riferimento alle seguenti categorie: dirigenti; quadri e impiegati; operai e personale generico.
A fini espositivi, le professioni elementari sono state classificate secondo la classificazione delle professioni ISTAT 2011, che consente sia la coerenza con una classificazione di livello europeo, dato il raccordo esistente tra Classificazione nazionale Istat 2011 e la classificazione ISCO 2008, sia la possibilità di associare un significato univoco alle descrizioni delle figure attraverso la costruzione di una tavola di raccordo tra le figure contenute nel “dizionario” Excelsior e la classificazione Istat e, conseguentemente, un miglior controllo della corrispondenza tra la descrizione della figura da parte dell’impresa e la descrizione codificata. 

In alcuni casi, le descrizioni associate ad alcuni codici sono state tuttavia adattate rispetto a quelle previste da ISTAT, sia al fine di renderle più esplicite, sia per indicare eventuali specificità relative al fenomeno osservato (prevalentemente l’occupazione dipendente privata), sia per effettuare integrazioni relative a gruppi professionali non presenti o poco richiesti.

La scelta di utilizzare la classificazione ISTAT ha richiesto alcuni affinamenti, quali:

  • la suddivisione di alcune figure professionali secondo l'area disciplinare o il settore di attività: è il caso dei ricercatori, dei progettisti, dei responsabili o dei tecnici di produzione;
  • una più rigorosa definizione di figure appartenenti ad una stessa area aziendale, ma caratterizzate da livelli di specializzazione non omogenei; è il caso delle figure dell'area amministrativa e contabile, per le quali ad esempio “addetto alla contabilità” indica una figura con requisiti formativi e di esperienza più elevati di un “addetto all'amministrazione” o di un “addetto alla fatturazione” (e perciò classificabile il primo nel grande gruppo 3 e i secondi nel grande gruppo 4).

Nel "grande gruppo 1" relativo ai "dirigenti e direttori" vengono inserite solo figure con chiara prevalenza del livello di inquadramento “dirigente”.

Si sottolinea che i gruppi professionali ISTAT sono caratterizzati non solo in ragione del livello della competenza delle figure che in esso possono essere incluse, ma anche in ragione del livello di istruzione richiesto alle figure.

Si osservi che la codifica delle figure professionali è avvenuta, in accordo con i criteri guida della classificazione, a partire da due tipi di informazioni:

  1. quelle implicite nella descrizione, proposta dall'impresa, della figura e dei compiti specifici ad essa richiesti, da cui emerge una sintetica caratterizzazione della competenza della figura;
  2. quelle esplicitamente richieste e concernenti l'area aziendale in cui la figura andrà a svolgere la propria attività, l'area disciplinare in cui si colloca la sua conoscenza specifica, assieme al livello e al titolo di studio, l'esperienza generica, nel settore o nella professione,, le competenze, la prevedibilità del contesto, la complessità delle attività, il coordinamento di altri lavoratori, l’innovatività delle soluzioni applicate

Ovviamente, anche i risultati delle indagini precedenti sono stati ricalcolati in armonia con l'attuale classificazione delle professioni. Tuttavia, in conseguenza dell'introduzione di figure prima non esistenti e dell'eliminazione di figure ritenute obsolete, i valori 2016 non risultano perfettamente confrontabili con quelli degli anni precedenti. Si suggerisce quindi una certa cautela nell’analisi dei dati in serie storica.

Livelli di istruzione-formazione e titoli di studio – I livelli di istruzione sono classificati come nelle precedenti indagini con riferimento al livello universitario (lauree 3-5 anni o a ciclo unico), di scuola media superiore (diploma quinquennale) e qualifica di formazione professionale o di tecnico professionale o (con 3 anni e o 4 anni di formazione). Una categoria residuale riguarda poi le assunzioni per le quali non viene richiesta nessuna formazione specifica.

I titoli di studio riferiti al livello di istruzione universitario e ai diplomi quinquennali vengono considerati così come classificati all’interno di specifici indirizzi formativi dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Per il dettaglio della classificazione dei titoli negli indirizzi formativi si veda l’Appendice 2.

Per i livelli formativi corrispondenti alla formazione professionale o al diploma di tecnico professionale i dati vengono esposti secondo gli indirizzi definiti dall’Accordo Stato-Regioni del 2011 sulla messa a regime del sistema di Istruzione/ Formazione Professionale.

Come per gli anni precedenti, anche quest'anno si è costruito anche un indicatore di formazione integrata equivalente (livello formativo equivalente) in grado di esprimere sinteticamente il livello di competenza complessivamente conseguito attraverso percorsi scolastici ed esperienze professionali. L'idea alla base della costruzione dei livelli formativi equivalenti èil seguente: una stessa professione può sfruttare una competenza complessiva che deriva sia da un percorso di studi istituzionale, sia da un percorso di acquisizione degli strumenti necessari all'esercizio della professione derivante dall'esperienza.

I due percorsi di acquisizione della competenza non sono equivalenti in se stessi, ma in relazione al punto di arrivo. In questo senso, non è possibile dire che un dato periodo di esperienza è, in generale, equivalente ad un dato periodo di istruzione, ma è possibile dire che conduce ad una analoga formazione, necessaria per svolgere, ad un certo livello, una precisa professione e che entra a pieno titolo a definire il tipo di professione in oggetto. L'integrazione dei due dati relativi all'istruzione e all'esperienza definisce pertanto una particolare chiave di lettura del fabbisogno formativo dichiarato dalle imprese. Per i dettagli sulle modalità di determinazione del livello di formazione equivalente si veda il glossario.

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465mila assunzioni previste a novembre dalle imprese, di questi 179mila i profili di difficile reperimento (il 38,5%)

Sono quasi 465mila i contratti programmati dalle imprese per novembre, +201mila rispetto allo stesso mese del 2020 e +116mila in confronto a novembre 2019. A crescere maggiormente sono i contratti a tempo determinato: +133mila e +90mila su novembre 2020 e 2019, rispettivamente. Rispetto a novembre 2019 la difficoltà di reperimento segnalata dalle imprese è cresciuta di circa 8 punti percentuali, passando dal 30,9% all’attuale 38,5%. Sono particolarmente difficili da reperire le figure professionali da inserire nelle aree aziendali Installazione e manutenzione (53,8%), Sistemi informativi (51,6%), Progettazione e R&S (51,1%), Produzione beni ed erogazione servizi (42,4%) e Trasporti e logistica (40,0%).

Per approfondimenti leggi il comunicato stampa e consulta Excelsior INFORMA e il set di tavole statistiche

 

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