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Il volume “Economia del Mare e Green Deal - 2021“ definisce la Blue Economy nel contesto produttivo italiano. La Blue Economy è uno dei comparti impegnati nel processo di transizione ecologica, perché la salvaguardia del mare e dei suoi ecosistemi rappresenta uno degli obiettivi del Green Deal.

Le nuove filiere economiche: l’economia del mare

La pubblicazione inquadra l’economia del mare secondo un approccio che tiene conto sia delle policy europee e nazionali, sia delle sue caratteristiche e del ruolo del comparto produttivo nell’economia italiana. Nel Capitolo 1 si approfondiscono il quadro di riferimento delle policy UE per l’economia blu, con le strategie e le linee evolutive della trasformazione di questo comparto, i contenuti del Fondo Europeo per la pesca marittima e l’acquacoltura (FEAMP) e gli investimenti del PNRR per un’economia blu più verde. La pubblicazione risponde inoltre ad alcune questioni per fornire un’analisi più approfondita su quali sono le caratteristiche delle imprese dell’Economia del Mare, qual è l’effetto moltiplicatore e il valore aggiunto dell’occupazione della blue economy.

Le professioni della blue economy in Italia

Quali sono le principali caratteristiche e competenze richieste ai lavoratori del comparto? E i livelli di istruzione? La pubblicazione fa luce su quante entrate sono state programmate nel 2021, quanto “pesa” il turismo allargato all’interno del comparto, quali sono le professioni più richieste e le caratteristiche socio-demografiche dei lavoratori (età, competenze e titolo di studio). Il volume si conclude con le principali caratteristiche e competenze richieste alle assunzioni per filiere:

● Alloggio e ristorazione

● Servizi turistici e di intrattenimento

● Trasporto marittimo e per vie d'acqua di passeggeri

● Filiera della cantieristica navale

● Filiera alimentare e ittica

● Industrie delle estrazioni terrestri e marine

Tra le principali evidenze richiamate, si segnala che nel 2021 sono state programmate 406.500 entrate dalle imprese dell’Economia del Mare, quasi il 9% del totale complessivo, in aumento del 22,6% rispetto al pre-Covid. Quasi il 78% degli ingressi programmati dalle imprese blu è concentrato nell’alloggio e ristorazione, che assorbe ben 315.010 entrate, seguito dai servizi turistici e di intrattenimento, con 47.360 entrate (11,7%). Gli altri settori pesano nell’insieme per il 10%, con fabbisogni occupazionali che passano dai 20.740 del trasporto marittimo fino ad arrivare ai circa 2.000 ingressi nelle industrie delle estrazioni terrestri e marine. In aumento la difficoltà di reperimento dei candidati che si attesta al 24,7% del totale delle richieste (+6 p.p. rispetto al 2019), ma nella cantieristica navale si arriva al 42,7%.

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