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Nel rapporto sulla “Domanda di professioni e di formazione delle imprese italiane nel 2021” vengono presentati i risultati delle indagini Excelsior svolte nel 2021, che consentono di esaminare le principali tendenze del mercato del lavoro in Italia.

L’occupazione nel corso della crisi pandemica

Prima di procedere all’analisi dei risultati Excelsior per il 2021, il volume propone un focus dedicato agli effetti sull’occupazione della crisi derivante dall’emergenza socio-sanitaria da Covid-19 ed esamina gli impatti differenziati a seconda dei settori, che hanno poi inciso sui tempi e sull’intensità della ripresa.

Le imprese che hanno assunto nel 2021 e le caratteristiche delle entrate programmate

Nel 2021 il 60% delle imprese dell’industria e dei servizi hanno programmato assunzioni, che arrivano così a superare il livello di 4,6 milioni di contratti.

Nella pubblicazione vengono esaminati i diversi andamenti settoriali, da cui emerge la ripresa dell’industria, grazie all’apporto delle costruzioni e dei principali settori coinvolti nella trasformazione 4.0 del made in Italy e anche tra i più internazionalizzati: metallurgia, meccanica ed elettronica. Nei servizi, evidenziano incrementi delle entrate previste media e comunicazione, informatica, sanità e assistenza sociale, ma risultano ancora penalizzati dalla crisi il commercio, soprattutto nell’ingrosso, i servizi culturali e ricreativi e i trasporti e logistica.

I driver principali delle trasformazioni in atto si confermano le competenze digitali e la transizione verso un’economia più sostenibile e green.

Segue un’analisi delle entrate programmate per tipologie contrattuali, per genere e della domanda di giovani under30, insieme alle differenze territoriali di questi andamenti.

La difficoltà di reperimento del personale

La necessità di adattarsi rapidamente al mutato scenario della ripresa economica che ha caratterizzato il 2021 ha modificato la domanda delle imprese con un consistente aumento delle difficoltà nel reperire i profili professionali ricercati, riguardando circa ⅓ delle entrate programmate.

La difficoltà di reperimento, utile indicatore per analizzare il mismatch tra domanda e offerta, risulta in crescita per quasi tutti i profili professionali, che riguarda soprattutto gli operai specializzati nell’ambito industriale e nell’ambito dei servizi: per tali profili il mismatch supera sempre il 50% delle richieste delle imprese e può arrivare a coprirne fino quasi ai tre quarti.

I più elevati tassi di difficoltà di reperimento riguardano le professioni dei settori manifatturieri, coinvolti nelle trasformazioni produttive connesse a una crescente automazione dei processi, ma anche alcuni profili specialistici dei servizi digitali e di supporto imprese, ambiti investiti dal forte sviluppo delle tecnologie digitali e del sempre più massiccio utilizzo delle reti per l’organizzazione e la gestione delle attività.

 

La domanda di professioni, competenze e formazione nel 2021

Il volume offre un’analisi dell’evoluzione della struttura professionale, in cui si evidenziano i cambiamenti innescati dalla pandemia, in particolare sui vari settori del terziario, dal commercio ai servizi di supporto alle imprese e alle persone, dalla logistica ai servizi avanzati, come l’ampio ricorso allo smartworking, la crescente introduzione di sistemi gestionali evoluti, la consuetudine agli acquisti on line e la diffusione delle consegne a domicilio.

Nel 2021 emerge anche la crescita dell’inserimento di profili completamente nuovi negli organici aziendali, figure cioè che non sostituiscono professionalità già presenti all’interno dell’impresa, e sono associate più frequentemente a professioni medio-alte con un livello di istruzione più elevato.

Tra le principali competenze che le figure ricercate devono possedere, aumenta la richiesta con indicazione elevata di importanza delle competenze "imprenditive" (come ad esempio la capacità di lavorare in autonomia), poi quelle "di team”, seguite da quelle "adattive" e quelle legate al problem solving.

In termini di richiesta complessiva assoluta, le competenze soft-imprenditive sono seguite dalle competenze green (domandate ad oltre tre quarti delle assunzioni) e dalle competenze digitali (associate al 60% dei profili in entrata).

Dall’analisi degli indirizzi di studio, risultano introvabili i laureati in ingegneria elettronica e dell’informazione, i laureati in scienze matematiche, fisiche e informatiche e quelli in chimica-farmaceutica, i diplomati in meccanica, meccatronica ed energia, i qualificati con indirizzo elettrico, quindi le specializzazioni più aderenti alle transizioni cui la pandemia ha imposto un’accelerazione: come digitalizzazione&automazione, ricerca&tecnologie e riqualificazione e risparmio energetico.

Scarica il pdf del volume LA DOMANDA DI PROFESSIONI E DI FORMAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE NEL 2021

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