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Il volume del Sistema Informativo Excelsior sui fabbisogni professionali e formativi delle imprese culturali nel 2019 fornisce un quadro completo sulle caratteristiche del tessuto imprenditoriale, sulla richiesta di competenze, sui titoli di studio delle entrate programmate in questo comparto.  

La pubblicazione si colloca nel solco della crescente attenzione rivolta al ruolo dei settori creativi e culturali come motore dello sviluppo sociale ed economico dei territori e che in Italia nell’ultimo decennio ha condotto Unioncamere e Fondazione Symbola ad approfondirne l’analisi con il rapporto annuale Io sono Cultura, contribuendo così tra i primi a fornire una risposta all’esigenza di descrivere i fenomeni che riguardano gli ambiti culturali e creativi attraverso una definizione delle categorie da ricomprendere al loro interno.  

Imprese culturali e creative. Una definizione.

La definizione giuridica delle Imprese Culturali e Creative (ICC) è recentissima, poiché è stata introdotta nella Legge di Stabilità del 2018 all’articolo 35-bis 

Sono imprese culturali e creative le imprese che abbiano quale oggetto sociale, in via prevalente o esclusiva, l’ideazione, la creazione, la produzione, lo sviluppo, la diffusione, la conservazione, la ricerca e la valorizzazione o la gestione di prodotti culturali, intesi quali beni, servizi e opere dell’ingegno inerenti alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, alle arti applicate, allo spettacolo dal vivo, alla cinematografia e all’audiovisivo, agli archivi, alle biblioteche e ai musei, nonché al patrimonio culturale e ai processi di innovazione ad esso collegati 

Il settore culturale e creativo. Alcuni approfondimenti

La pubblicazione analizza tutte le filiere collegabili al mondo creativo e culturale. 

Gli ambiti, tradizionalmente trattati dalle elaborazioni del Sistema informativo Excelsior, e che anche in questo volume vengono approfonditi, sono:

  • le industrie culturali
  • le industrie creative
  • il comparto delle performing art e intrattenimento
  • il settore del patrimonio storico-artistico
  • "made in Italy" a contenuto culturale (ossia la manifattura che pone in essere un lavoro creativo in termini estetico-artistici e identitari)  

Nell’edizione 2019 si sono aggiunti ulteriori approfondimenti, per cercare di analizzare tutte quelle imprese coinvolte nella creazione del valore aggiunto del settore culturale in quanto afferenti ad attività che esistono solo in funzione dell’esistenza di un bene o un processo culturale e creativo che viene fruito e goduto da un’utenza interessata. 

Per cui nel volume sono presenti due focus su:

  • il turismo a "prevalente vocazione culturale"
  • le Capitali della Cultura e, in particolare, Matera 2019.

Nell’analisi del turismo a “prevalente vocazione culturale” si è proceduto impostando un modello di selezione degli ambiti territoriali – le province italiane – in cui la filiera turistica potesse essere definita “a prevalenza culturale”, vale a dire trainata in maniera predominante, da attività, beni e servizi appartenenti al “perimetro culturale” e presenti sul territorio.

Il paragrafo su “Matera Capitale Europea della cultura” mira ad evidenziare l’impatto dell’evento sulle imprese culturali del materano. Nello specifico si è cercato di cogliere il contributo dell’effetto-Capitale sul settore e sull’economia provinciale. 

Le caratteristiche delle entrate programmate dalle imprese culturali per il 2019

Il volume si focalizza sulle principali caratteristiche delle entrate programmate nel 2019 delle industrie culturali, creative, delle performing art e intrattenimento, del comparto del patrimonio storico artistico, indicando anche quali sono i territori più dinamici e avendo un focus particolare sulle competenze e la formazione dei lavoratori occupati in questo settore. 

Per una completa analisi del fenomeno dei fabbisogni professionali delle imprese italiane del settore sono infatti analizzate anche le competenze trasversali, green, digitali e comunicative richieste ai lavoratori, nonché i loro titoli e indirizzi di studio. La pubblicazione offre una rassegna completa anche della graduatoria delle professioni significative più richieste dal comparto e quindi anche della difficoltà di reperimento da parte delle imprese delle risorse umane con adatte competenze per lavorare in questo settore. Nel volume è presente in calce anche un allegato statistico.

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