Tra le 20 professioni “high skill” che presentano i più elevati tassi di crescita rispetto allo scorso anno, molte appartengono alle filiere professionali più innovative e strategiche: professioni digitali (tecnici gestori di reti e di sistemi telematici +82%, progettisti e amministratori di sistemi +42%, tecnici web +41%), professioni green (tecnici dell'esercizio di reti idriche ed energetiche +51%, tecnici fisici e geologici +50%, tecnici del controllo e della bonifica ambientale +32%), professioni culturali e creative (tra cui gli operatori della filiera audiovisiva e cinematografica (+30%) professioni legate al monitoraggio avanzato dei processi manifatturieri. Per approfondimenti clicca qui o leggi il comunicato stampa.

Tra le 20 professioni “high skill” in maggiore arretramento rispetto allo scorso anno, prevalgono le figure legate alle costruzioni e ai servizi tradizionali.

Nell’ambito delle professioni di livello intermedio (impiegati e professioni commerciali e dei servizi) colpiscono le marcate variazioni in aumento rilevate per i cassieri di esercizi commerciali (+58%) e per gli addetti alla gestione del personale (+48%).

Anche tra le figure operaie emergono alcune professioni con un numero di assunzioni non particolarmente elevato ma con incrementi molto rilevanti: più che triplicata la domanda di installatori di linee elettriche, riparatori e cavisti; ma l’aumento è sensibile anche per i meccanici e riparatori navali e per gli operai addetti ai macchinari per la produzione in serie di mobili e articoli in legno.

La difficoltà di reperimento mediamente indicata dalle imprese è del 12%: poco più di una figura su 10 tra quelle indicate nel corso dell’indagine sarà difficile da trovare. Ma questa percentuale è più elevata nel Nord del paese (14%), nelle imprese con almeno 250 dipendenti (15%) e per le professioni high skill, cioè quelle dirigenziali, specialistiche e tecniche (22%). Tra i settori produttivi, sono quelli della metalmeccanica, elettronica ed informatica a segnalare le maggiori difficoltà (circa una figura su 4).

Per approfondimenti leggi la pubblicazione “Il monitoraggio dei fabbisogni professionali dell’industria e dei servizi per favorire l’occupabilità”.